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Percorsi sull'Azione Diretta Nonviolenta |
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Dal 2001 lavoriamo nella formazione all'azione diretta nonviolenta prevalentemente all'interno della rete Lilliput e del movimento per una globalizzazione diversa del nostro mondo.
Qui di seguito proviamo a raccontarvi qualcosa della storia, dell'approccio e della tipologia di corso che facciamo sull'azione diretta nonviolenta. Se siete interessati contattateci. CORSO DI FORMAZIONE ALL’AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA PREMESSA La nascita e lo sviluppo di movimenti locali e globali che manifestano la loro protesta contro la monocultura del mercato e propongono alternative di vita improntate all'ecologia e alla giustizia sociale, ha comportato anche una crescita di interesse per le pratiche di nonviolenza attiva come l’azione diretta nonviolenta (ADN). Per ADN intendiamo la forma più estrema del metodo nonviolento, che consiste in un’azione messa in atto, in genere da uno o più gruppi, all’interno di una strategia politica. E’ un’azione agita attraverso il corpo e le parole, in forma immediata e creativa, non delegata ad altri, ma assunta responsabilmente in prima persona. L’azione diretta nonviolenta è un atto di resistenza assertiva e conflittuale, una pratica di lotta politica. La definizione appena proposta non pretende di essere esaustiva, ma ci consente di distinguere tra l’ADN e altre forme di azione o impegno nonviolento altrettanto valide come per esempio le campagne di boicottaggio, il consumo critico, l’obiezione di coscienza, l’educazione alla pace, le mobilitazione politiche nelle forme classiche delle marce e dei cortei di massa. Quando parliamo di ADN ci riferiamo ad una serie di esperienze concrete sia passate che recenti. Gandhi e Martin Luther King hanno ampiamente utilizzato e sviluppato le tecniche dell’ADN come parte integrante della loro strategia politica nonviolenta. Per quanto riguarda il nostro paese è all’inizio degli anni 80’ che assistiamo alle prime ADN di massa: dapprima con i sit-in davanti ai cancelli di accesso alla base di Comiso (scelta dal governo come luogo nel quale dispiegare i missili Cruise) e poi con le ADN realizzate dai gruppi che si opponevano alle diverse edizioni della mostra navale bellica di Genova (1982-1989). Gruppi e movimenti pacifisti e ambientalisti hanno poi dato vita ad ADN singole o articolate all’interno di campagne di vasta portata (antimilitariste, antinucleariste e contro gli armamenti convenzionali,ecc). Negli anni 90’ le tecniche dell’ADN e dell’interposizione nonviolenta sono state sperimentate all’interno di alcuni conflitti armati all’estero: dalle azioni effettuate durante la guerra nella ex-Jugoslavia (marcia dei 500 di Sarajevo, Mir-Sada, Tenda della convivenza) a quelle realizzate dalla missione di Action for Peace nei territori palestinesi occupati. Infine, dopo uno calo negli anni 90’, riemerse l’interesse anche per le ADN in Italia: vedi per esempio l’ esperienza dei gruppi di affinità che bloccarono il varco della zona rossa a Genova in piazza Portello durante il G8 del 2001 fino alle azioni simboliche dei Gruppi di Azione Nonviolenta a Riva del Garda (6/9/03). OBBIETTIVI DEI PERCORSI FORMATIVI Elenchiamo qui sotto alcuni possibili obbiettivi di un percorso formativo: [gli obbiettivi reali saranno definiti dopo l’analisi dei bisogni formativi del gruppo che richiede l’incontro] Ricostruire sinteticamente le principali tappe di sviluppo dell'azione diretta nonviolenta partendo dalle esperienze e conoscenze dei partecipanti; Far emergere e confrontare i diversi punti di vista sull’azione diretta nonviolenta; Migliorare la consapevolezza dei singoli rispetto alle paure, gli atteggiamenti personali e le risorse individuali, connesse alla realizzazione di un’azione diretta nonviolenta; Sperimentare situazioni conflittuali tra gruppi ed esplorare dinamiche di gruppo, vissuti personali, strategie di gestione del conflitto; Confrontarsi sul rapporto tra azione diretta e altre forme di azione politica nonviolenta (es. campagne, mobilitazioni, ecc.) per individuare possibili connessioni tra diverse forme di azione; Migliorare le conoscenze e sviluppare un confronto sulle strategie e il tipo di organizzazione necessario per realizzare un’azione diretta nonviolenta; Analizzare il rapporto legalità/illegalità nell’ottica della disobbedienza civile; |
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