PaceeDintorni


 

 "L'esperienza non è ciò che
 succede all'uomo, ma è ciò che 
l'uomo fa con quello che gli succede. "
  (Huxley)
 

Pace e Dintorni propone l'utilizzo di una metodologia attiva, socio-affettiva ed esperienziale che favorisca la partecipazione di tutti/e nel rispetto reciproco valorizzando le risorse comuni. Metodologia attiva significa, per noi, utilizzare strumenti che promuovano la reale partecipazione di tutti e concepire la formazione come momento di attivazione di dinamiche di cui si ha già avuto esperienza, ma che necessitano di una rielaborazione consapevole e critica; in questo caso la presenza del Formatore assume un aspetto più di facilitazione e stimolo di processi. 

 Formazione è per noi, più che il passaggio di informazioni (non sono previste nel nostro modo di intendere la formazione le lezioni frontali), una riflessione critica su fatti concreti. E' dunque importante utilizzare strumenti che privilegino il fare ed il provare. Ciò vuol dire usare giochi, simulazioni, tecniche teatrali, attività di comunicazione... Affrontato il tema proposto attraverso le tecniche citate, si giunge all'elaborazione critica del percorso; è adesso facile inserire il momento teorico, più cognitivo, che non è imposto, ma emerge come esigenza del gruppo di ufficializzare alcuni vissuti 

 La formazione viene quindi vista come attivazione di processi in cui le persone interagiscono, comunicano, prendono decisioni. Particolare attenzione viene rivolta alle condizioni che possono aiutare od ostacolare questi processi, come, ad esempio, il considerare tutti i soggetti coinvolti attorno ad un problema/tema su cui si lavora, e le relazioni tra tali soggetti. 
 L'intervento formativo non può essere visto come un momento a sé stante: esistono un prima e un dopo di cui è fondamentale tenere conto. Due momenti molto importanti sono perciò il contratto e la verifica. Il contratto è il momento di raccordo tra i diversi soggetti coinvolti nella formazione (agenzia formativa, committenza-utenza), funzionale ad un ampia condivisione del progetto, per scegliere insieme gli obiettivi e la metodologia migliori. In questa occasione vengono definiti i diversi ruoli, ambiti, competenze, obiettivi, responsabilità che ciascuno ha nel percorso. La verifica è, invece, il momento di controllo sui processi e serve per vedere che cosa funzione e che cosa, al contrario, non va; perciò è opportuno essere sempre vigili e fare una doppia valutazione, una in itinere ed una finale. Nel lavoro di gruppo i singoli elementi sono una risorsa: ognuno è capace e competente in quanto portatore di un esperienza specifica, che risulta essere una possibile fonte di apprendimento per tutti. Le diversità devono dunque essere vissute come ricchezza e non come un problema. 

 Gli strumenti utilizzati vogliono essere il più possibile coerenti con le finalità prefissate, poiché

"il fine è nei mezzi come l'albero è nel seme" (Gandhi).

Non è possibile quindi scegliere dei mezzi che non siano compatibili con lo scopo; lo strumento, di per sé neutro, assume un significato ben preciso a seconda del contesto in cui viene utilizzato e del fine connesso. Per questo vengono utilizzate tecniche in cui tutti possano esprimersi liberamente, nel rispetto di ognuno e nella valorizzazione reciproca. 

 

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